Cosa può fare un’azienda per la protezione del brand?

Quali sono le strategie che gli imprenditori dovrebbero mettere in atto?

I risultati di una ricerca condotta da TSW Lab, sono chiari: per la protezione del brand è necessario informare i potenziali acquirenti e sensibilizzarli al riconoscimento di alcuni elementi chiave.

In Italia negli ultimi anni si sta iniziando a rivolgere una maggiore attenzione a questo aspetto e accanto al ruolo delle Camere di Commercio e dei suoi organismi si affianca la figura del brand protection evangelist.

Occuparsi di protezione del brand significa andare a occupare quello spazio fra le problematiche legate all’eCommerce e le problematiche legate alla proprietà intellettuale su Internet. Dunque, occuparsi di brand protection all’interno di un’azienda o per conto di un’azienda significa fare da collante fra il dipartimento eCommerce e il dipartimento legale.

Gli strumenti a sua disposizione per la protezione e il rafforzamento del brand sono:

  • Dominio
    Un URL plausibile potrebbe trarre in inganno anche gli eShopper più esperti. Nell’ambito della ricerca TSW Lab solo il 30% del campione di acquirenti esperti ha verificato la correttezza dell’URL prima di acquistare e solo il 20% si è accorto dell’assenza di connessione protetta con Https.
  • SERP
    Sempre secondo la ricerca effettuata da TSW Lab, un acquirente esperto non clicca sugli annunci sponsorizzati e preferisce accedere al primo risultato organico della SERP.
  • Prezzo
    Se fino a dieci anni fa era possibile distinguere un prodotto contraffatto da uno originale in base al prezzo, oggi è quasi impossibile farlo. I “falsi di lusso” vengono venduti oggi con un semplice 30% di sconto rispetto al prezzo originale e quindi facilmente paragonabili a prezzi outlet o grandi promozioni. Se è troppo bello per essere vero è probabilmente una “bandiera rossa” e i consumatori dovrebbero essere più vigili.
  • Diritto di recesso e informativa sulla privacy
    Queste due informazioni vengono solitamente specificate chiaramente nei siti affidabili. Il diritto di recesso nasce dall’esigenza dell’acquirente che, concludendo a distanza un contratto di vendita, non ha la possibilità di visionare il bene e capire se corrisponde alle sue aspettative. Contraffattori e i brandjackers di solito non investono tempo e risorse nel realizzare una chiara e forte privacy policy, né tantomeno si curano di tutelare un acquisto che non corrisponde a quanto desiderato.
  • customer care
    Per proteggere il proprio brand e migliorare l’esperienza d’acquisto dei propri clienti è bene informare ed educare i consumatori sulle minacce di contraffazione. È possibile farlo attraverso un servizio clienti che assista l’acquirente in ogni momento e offra pronto supporto nel caso di dubbi.
  • Online reputation
    Una piccola accortezza da avere nel momento in cui si trova un’offerta imperdibile e sembra realmente vera è un’ennesima prova da fare su Google: una semplice ricerca con le parole “nome del venditore + truffa” o “nome del venditore + opinioni” potrebbe essere la risposta ai nostri dubbi.

Protezione Digitale fornisce consulenza legale e normativa ad aziende e studi professionali.

Se vuoi capire come proteggere il tuo personal branding puoi contattare i nostri esperti a questa mail: info@protezionedigitale.it

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