Cosa si può imparare da una crisi di reputazione on-line?

crisi aziendale

Le crisi di reputazione possano anche essere degli eventi da cui le aziende possono imparare qualcosa, per quanto siano traumatici.

La stessa Barilla, dopo il brutto inciampo a La Zanzara, è diventata un’azienda sensibile ai temi di diversity e inclusion intraprendendo azioni concrete al suo interno.

Le crisi, per chi fa comunicazione sono sempre state un pericolo da fronteggiare. Naturalmente, con l’avvento dei social media l’effetto domino è un altro elemento di cui tenere conto. 

I social hanno aumentato la velocità di propagazione di una crisi, ma soprattutto hanno reso gli attori più esposti.

I social, lo sappiamo bene, hanno cambiato per sempre la relazione fra aziende e consumatori secondo una logica molto semplice: tu, azienda, vuoi entrare in contatto con me. Io, consumatore, ti do fiducia e ti permetto di costruire una relazione diretta con me, dandoti persino accesso ai miei dati personali. Da te, azienda, mi aspetto trasparenza e reazione immediata nel momento in cui fai qualcosa che non mi sta bene.

I social media hanno trasformato le crisi in slavine pericolosissime. Dal 2009 in poi – l’anno del famoso video dei dipendenti di Domino’s Pizza che pubblicarono su YouTube una clip in cui facevano schifezze su una pizza che sarebbe di lì a poco stata servita – i brand, almeno quelli più illuminati, dovrebbero cercare di farsi trovare preparati.

In quel caso, per Domino’s fu l’occasione di lanciare una strategia molto solida sui social media e di rafforzare una presenza all’epoca ancora in erba e che oggi invece fa scuola.

Ma come rispondere alla crisi?

Utilizzare un approccio di Design Thinking e applicarlo alle possibilità di crisi può portare ad avere una mappatura di eventi di possibile rischio e ad associare a ciascun potenziale evento una potenziale reazione, decisa insieme a una serie di attori che saranno fondamentali se quel particolare evento si verificherà.

Non sto dicendo che per ogni crisi esiste una reazione standard. Assolutamente no. Ma avere svolto un lavoro a monte su una serie di potenziali eventi critici e sulle possibili azioni da intraprendere permette di non farsi trovare completamente travolti dalla slavina, o completamente isolati, come Guido Barilla nel suo personale Black Mirror del 2013.

Protezione Digitale fornisce consulenza legale e normativa ad aziende e studi professionali.

Se vuoi capire come proteggere il tuo personal branding ci puoi contatatre via email: info@protezionedigtale.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *