La tragedia del carabiniere ucciso, il pessimo post e l’importanza della parola nel Web al tempo d’oggi.

La morte provocata è maggiormente senza senso, vicinanza alla famiglia e amarezza per il post

Carabiniere ucciso a Roma, cosa dire? Tanta amarezza e vicinanza alla famiglia e alla giovane sposa per la perdita del suo amore. Disorientamento e concerto per il post pubblicato sul profilo social di una docente di Novara. Saranno le autorità competenti a individuare le responsabilità (docente o altra persona). Di fronte alla morte di una persona, maggiormente inspiegabile e senza senso se provocata da altri, occorre parlare poco e comunque esprimere solo vicinanza.

La centralità della parola nel Web

Qui intendo porre l’attenzione sulla centralità e l’importanza della parola, anche nel Web. Scriveva C. Picchio, la ragazza bullizzata e indotta a suicidarsi per la superficialità dei suoi amici, ” Le parole fanno più male delle botte” e non solo! Soprattutto nel Web.

Quest’ultimo impedisce la conoscenza diretta, fisica tra le persone. Nel mondo virtuale ci si nasconde, si alterano i profili personali o se ne creano di nuovi significativamente diversi rispetto alle identità reali. Regna l’intermediazione tecnologica che sostituisce la meta-comunicazione, fatta di prossimità corporale, tonalità della voce, di sguardi…

L’assenza del corpo lascia lo spazio alle impressioni, costruite intorno ai contenuti postati. Molti di questi sono testi brevi.

Dalla parola dipende l’identità e la reputazione online

Da qui la necessità di una alfabetizzazione digitale che formi all’uso educativo della parola. Questa non può essere consegnata alla superficialità della contemporaneità, che spesso separa il cervello dal corpo. Deve sempre rappresentare il nostro desiderio di dire qualcosa di positivo, anche nella complessità dell’esistenza, senza abbandonarsi al turpiloquio, all’offesa irriguardosa dell’altro, cortocircuiti della riflessione.

L’alfabetizzazione digitale, però non può fermarsi al contenuto, deve far prendere coscienza degli effetti moltiplicatori della rete, costituito da un vasto pubblico di potenziali lettori e dal meccanismo della condivisione.

Da qui sorge l’imperativo di selezionare e ponderare ogni termine, comprese le congiunzioni perché la nostra identità virtuale non sia disgiunta da una positiva reputazione online, che deve sempre mantenersi coerente nel tempo. Mi riferisco all’immortalità acquisita nel Web che nulla dimentica, anche quando si decide dopo qualche secondo di eliminare il contenuto negativo.

Protezione Digitale è specializzata nel fornire consulenza legale e normativa in materia di reputazione online. Se vuoi maggiori informazioni non esitare a contattarci gratuitamente via mail: info@protezionedigitale.it

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